La stima e la rendicontazione dei rischi fisici derivanti dal cambiamento climatico sono un contenuto fondamentale della dichiarazione non finanziaria delle banche e delle imprese. Tuttavia, a causa della grave carenza di disponibilità di dati, la raccolta e la registrazione degli stessi può essere un esercizio sfidante.

AWARE “Accident Weather Analytics & Risk Events”

Per supportare la misura e la rendicontazione del rischio climatico per il territorio italiano, SustainAdvisory ha sviluppato AWARE© “Accident Weather Analytics & Risk Events” un set di indicatori di rischio legati al clima che valuta il rischio fisico derivante da eventi climatici: piogge intense e frequenti, inondazioni ed incidenti idrogeologici correlati, come inondazioni e frane, aumento delle temperature, ondate di calore o di gelo, incendi. AWARE è disponibile per tutto il territorio nazionale a livello comunale, provinciale e regionale. L’algoritmo alla base di AWARE opera su informazioni raccolte da diverse fonti, a seconda dell’evento climatico registrato. Il risultato è fornito sotto forma di una valutazione di rischio sintetico (esempio rischio idrogeologico) e di sotto-indicatori di rischio tematici (per esempio rischio alluvione, rischio frane, ondate di calore, ondate di gelo, etc.), espressa sotto forma di punteggio (score) e mappata su una scala di rischio ordinale (classe di rischio).

L’esposizione dell’Italia ai rischi fisici del cambiamento climatico è alta

L’aumento delle emissioni globali di gas serra è correlato ai cambiamenti climatici in atto come lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento della temperatura degli oceani, l’aumento di siccità, di incendi e dell’intensità delle precipitazioni, delle inondazioni e dei movimenti franosi. Il territorio italiano non fa eccezione a questo trend e mostra un’esposizione al rischio da eventi climatici elevata.  

Secondo i risultati del modello di valutazione del rischio di AWARE, il 73.5% dei comuni italiani è esposto a un rischio idrologico che va dal livello “Medio” a “Molto Alto”, e per il 24% di questi comuni il rischio è “Alto” o “Molto Alto”. Il rischio idrologico è derivato dalla concomitanza di tre eventi climatici: alluvioni, frane e precipitazioni. Il punteggio dello score tiene in considerazione la superficie a rischio del comune, il numero di abitanti e il numero di eventi acuti verificatisi negli ultimi anni. Il rischio alluvionale e il rischio frane è ‘Alto’ o ‘Molto Alto’ per il 12.1% e il 7.9% dei comuni italiani rispettivamente.  

Dimensione regionale, provinciale e comunale

AWARE è disponibile per l’intero territorio nazionale nelle dimensioni regionale, provinciale e comunale.

Di seguito si riporta l’esposizione ai rischi idrogeologico, alluvione e frane per la regione Liguria, uno dei territori italiani che negli ultimi anni è stato colpito da numerosi eventi estremi e riportato ingenti danni a persone e infrastrutture.  

Il rischio idrogeologico si caratterizza per l’assenza di territori a rischio basso o molto basso, ed il 67% del territorio è a rischio ‘Alto’ o ‘Molto Alto’. Il 52% del territorio ha un rischio alluvionale ‘Alto’ o ‘Molto Alto’; mentre il rischio frane mostra solo il 14% del territorio a rischio basso, il 65% a livello medio, e il 21% a rischio ‘Alto’ o ‘Molto Alto’.

Perdite da eventi climatici

Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA), negli ultimi 40 anni gli eventi estremi legati al clima hanno causato perdite economiche per un totale stimato di 446 miliardi di euro nei paesi membri dell’UE. L’Italia ha subito il 16% di queste perdite, la Germania il 24% e la Francia il 15%.

Il rischio del cambiamento climatico è al centro dell’attenzione della Banca Centrale Europea (“BCE”) per le implicazioni sistemiche della sua dimensione fisica che aumenta il rischio di perdite finanziarie derivanti dal previsto aumento della frequenza e della magnitudine dei disastri naturali.

Gli eventi climatici estremi possono generare shock nella domanda e nell’offerta di beni, ad esempio nella filiera degli alimenti o nella fornitura di elettricità, mentre i cambiamenti climatici fisici persistenti e cronici, come il riscaldamento globale, possono incidere sulla capacità produttiva e accelerare il deterioramento delle attività, disfunzioni delle infrastrutture e, più in generale, innescare perdite di valore di beni.

Le esposizioni del settore bancario interessate dai rischi fisici oltre il 2040 dipenderanno dalle azioni di riduzione delle emissioni e dal grado di adattamento al cambiamento climatico che si adotteranno in questi prossimi anni. A tal fine la BCE sta iniziando a tenere traccia delle esposizioni bancarie ai rischi fisici nella sua attività di supervisione. Da giugno 2021 le banche dovranno segnalare il portafoglio crediti per settore es esposizione a eventi climatici cronici e acuti, mentre nel 2022 avrà luogo uno stress test climatico sui principali istituti finanziari europei.

Be-AWARE

AWARE è disponibile su tutti gli eventi climatici cronici e acuti come richiesto dal regolamento sull’informativa prudenziale per i rischi ESG (articolo 449a CRR). Sarà presto disponibile anche la valutazione prospettica del rischio sulla base degli scenari intermedio (RCP4.5°) e estremo (RCP 8.5°).

Leave a Reply